Dopo le prime due giornate era abbastanza complicato determinare le due qualificate del Gruppo C, dato che tutte e 4 le squadre avevano potenzialmente ancora la possibilità matematica di arrivare ai quarti di finale. E se il compito della Repubblica Democratica del Congo appariva piuttosto agevole contro il Togo, Marocco-Costa d’Avorio aveva le incognite di un vero e proprio spareggio qualificazione. Lo scenario prima del calcio d’inizio era questo e, avendo a disposizione un euro da scommettere, probabilmente l’avremmo messo sul passaggio del turno di Congo e Marocco.

La partita del Congo è stata quella tra le due a regalare l’esito più scontato. La squadra arrivata terza nella passata edizione del 2015 ha, infatti, trovato il gol del vantaggio al 29simo a seguito di una bella ripartenza in verticale che ha portato Kabananga ha realizzare il suo terzo gol del torneo dopo aver battuto in velocità il suo diretto marcatore, non particolarmente abile nell’usare il corpo per chiudere lo specchio della porta all’attaccante congolese. Una volta portatosi in vantaggio, alla RD del Congo non è rimasto altro che amministrare la partita sfruttando gli spazi che il Togo ha concesso nella ricerca del gol del pareggio. Il gol che ha sigillato la partita è arrivato dopo dieci minuti del secondo tempo, grazie all’ala sinistra Mubele Ndombe, molto abile nel beffare con un pallonetto dal limite dell’area il portiere avversario, costretto a questo a duello individuale con l’attaccante dall’errore dei difensori nel chiamare il movimento difensivo che avrebbe messo il giocatore avversario in fuorigioco.

Mentre l’esito di questo incontro si avviava verso la conclusione più scontata, di ben altra natura è stato lo scontro tra Marocco e Costa d’Avorio, divise da un solo punto in classifica a vantaggio dei maghrebini.  Il primo tempo, infatti, è stato da subito molto combattuto; entrambe le squadre hanno avuto l’opportunità di passare in vantaggio, ma nessuna delle due c’è riuscita soprattutto grazie alla provvidenziale traversa che ha salvato la porta ivoriana su una punizione tirata dai 25 metri dai calciatori marocchini; ma anche i campioni in carica della Costa d’Avorio hanno avuto di che recriminare nel corso del primo tempo, ma principalmente sulla scarsa mira dei propri attaccanti, incapaci di realizzare le occasioni a disposizione. Alla fine del primo tempo, il risultato di pareggio – ingiustamente a reti bianche – ha scontentato entrambe, e quindi probabilmente è stato quello più giusto.

Nel secondo tempo, il Marocco è entrato in campo con un piglio diverso, intenzionato a non accontentarsi del pareggio che comunque avrebbe garantito la qualificazione. Il gol del vantaggio – un vero e proprio capolavoro per aggressività nel recuperare palla, velocità nella ripartenza e perfezione nell’esecuzione – è arrivato quando la prima ora di gioco era passata da solo 4 minuti. Autore della pennellata partita da fuori area e terminata alle spalle del portiere ivoriano è stato Alioui subentrato alcuni minuti prima. Negli ultimi minuti di gioco la pressione della Costa d’Avorio, che a quel punto avrebbe dovuto segnare due gol per acciuffare la qualificazione, non ha portato a nulla di concreto, e la partita è finita con il risultato di 1-0. Nell’altra sfida, invece, la DR Congo ha concesso un gol al Togo e ne ha realizzato un terzo, fissando il risultato sul 3-1.

Il girone si è dunque concluso con la qualificazione di Congo e Marocco, che sono passate rispettivamente come prima e seconda. Un risultato sicuramente convincente per la squadra congolese, arrivata in semifinale nella passata edizione del 2015 e fermata dalla stellare Costa d’Avorio che avrebbe poi vinto il titolo. Il Marocco, invece, ha dimostrato di saper reagire prontamente alla sconfitta dell’esordio, rimettendo in carreggiata una qualificazione che sembrava compromessa dopo l’insipida prestazione inaugurale. Impossibile aspettarsi una crisi di questa portata della Costa d’Avorio – ultima squadra a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione – nel pieno di una profonda crisi generazionale; sebbene fosse lecito attendersi una flessione dopo l’addio della generazione di fenomeni, un tonfo di queste dimensioni – 2 punti realizzati, con 2 gol segnati e 3 concessi e una generale sensazione di impotenza – era francamente impronosticabile.

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