Brian Clough, il miglior allenatore della storia

Le capacità di allenare sembra essere fortemente correlata con l’arroganza; questa relazione era tanto nell’epoca calcistica pre-moderna – il mago Herrera era chiamato Habla Habla per la sua presunzione nel rilasciare interviste – così come in quella attuale – la retorica di Mourinho è oggetto di analisi appprofondite –. Questa correlazione sembra essere ben chiara anche in quello che è considerato il miglior allenatore della storia del calcio britannico, Brian Clough.

Brian Clough as a strikerLa storia calcistica di Clough comincia al Sunderland e al Middlesbrough dove in 9 anni e 274 partite segna 251 gol; la sua media realizzativa è impressionante. Segna 204 gol in 222 partite, stabilendo un record tuttora imbattuto. Negli anni ’50 l’Inghilterra è un paese molto rigido, con le sue regole e formalismi. Il suo temperamento fuori dalle righe lo porta ad essere ostracizzato della nazionale. In particolare, la mancanza di filtro tra pensieri e parole gli costa la maglia numero nove dei tre leoni. Questa mancanza macchia fortemente la sua breve carriera. Infatti, smette di giocare senza neanche aver compiuto i 29 anni, quando sul campo ghiacciato del Bury salta il legamento crociato.

Ciò nonostante, Brian è un ragazzo tenace e intelligente, molto legato al calcio, e non si perde d’animo. A trent’anni diventa il più giovane manager in tutta la federazione accentando di allenare l’Hertlepool. L’incarico non è altisonante, ma la gavetta in quarta divisione è molto formativa. Qui ha, inoltre, la possibilità d’incontrare Peter Taylor, ex compagno ai tempi del Boro, che lo accompagnerà in tutta la sua carriera come assistente. La prima stagione finisce con un dignitoso ottavo posto; ma la coppia Clough-Taylor è ambiziosa ed insieme decidono di accelerare la loro carriera. Per la stagione successiva accettano un posto sulla panchina del Derby County, squadra di seconda divisione che si è appena salvata per miracolo. La prima stagione ai Rems è interlocutoria, la salvezza raggiunta è un preludio alla promozione da campioni della Lega che avviene l’anno dopo. Clough e Taylor affrontano la prima Divisione con grande entusiasmo, formano la squadra con calciatori avviati alla fine della loro carriera, o con giovani considerati teste calde. Clough riesce a ottenere il massimo dai suoi uomini, che lo seguono con assoluta dedizione arrivando quarti il primo anno e noni il secondo. Ma è nel terzo che il Derby stupisce l’Inghilterra, vincendo il campionato dopo una serrata lotta con Leeds e Liverpool, due autentiche corazzate. Sul piano dialettico lo scontro è altrettanto acceso, Clough non trattiene il suo astio, rivolto in particolare al Leeds, accusato di qualsiasi comportamento scorretto.

L’anno dopo il Derby può accedere alla Coppa dei Campioni, il cammino è entusiasmante e si ferma solo ai quarti di finale di fronte alla Juventus. È in occasione della partita di ritorno che Clough diventa noto in Italia. Si rifiuta di parlare con i giornalisti italiani, definiti ‘bastardi truffatori’. Derby County Giornalisti e calciatori juventini vengono accomunati nel giudizio sicuramente molto duro, derivante da 3 ammonizioni ai 3 giocatori chiave, diffidati e costretti a saltare la partita, decisiva, di ritorno. A Torino non ha peli sulla lingua nel dopo-partita nemmeno per commentare le abitudini juventine di portare propri rappresentati negli spogliatoi dell’arbitro. La stampa italiana lo descrive come un buffone, la UEFA è messa in difficoltà dalla sue dichiarazioni. Anche all’interno dell’ambiente Derby crescono i malumori; la dirigenza è gelosa del ruolo che hanno Clough e Taylor, considerati universalmente gli artefici di questo miracolo sportivo. I dissidi portano all’allontanamento dei due.

La terza divisione di Brighton e l’incarico sulla panchina del Leeds seguono l’esperienza del Derby e sono il periodo più basso della carriera di Clough.Brian Clough, Leeds manager In particolare a Leeds riceve la pesante eredità di sostituire Don Revie, campione in carica passato ad allenare la nazionale. Clough è un oggetto esterno nello spogliatoio ed in tutta la società, odiato dai calciatori e disprezzato dai tifosi. L’ambiente non ha mai dimenticato Revie. Le dichiarazioni tutt’altro che diplomatiche di Clough irretiscono anche la società. I risultati sportivi sono catastrofici, e non potrebbe essere altrimenti dato l’ammutinamento dello spogliatoio. L’avventura finisce dopo solo 44

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. Brian sembra un allenatore finito, ma tuttavia c’è ancora una squadra di seconda divisione pronta a scommettere su di lui, il Nottingham Forest.

Nottingham è una squadra mediocre, con una lunga tradizione sebbene povera di trionfi. Il contesto è quello di una città industriale, profondamente colpita dalla crisi economica e sociale. Gli scioperi si susseguono, e il calcio è una valvola di sfogo per i tifosi appartenenti al proletariato cittadino. Clough – che ritrova Taylor dopo Leeds – ha come obiettivo la promozione in prima divisione per poi vincerla. Il Forest ci riesce vincendo in successione il campionato di seconda e quello di prima divisione. Il titolo arriva con ben quattro giornate d’anticipo, anticipando il Liverpool, squadrone in grado di vincere la coppa dei campioni in quella stagione e nella precedente. Il calcio di Clough è tremendamente innovativo. Abbandona il classico stile inglese, fatto di lanci lunghi a cercare il centravanti; la sua squadra pratica un calcio veloce, giocando palla a terra con ritmi velocissimi. È l’anticipazione vera a propria del calcio totale olandese. Clough commenta la rottura portata dal suo gioco con questa frase: ‘se Dio avesse voluto che giocassimo sulle nuvole, avrebbe messo lì l’erba’.

Ma la vera sfida è in Europa, in patria Clough è già riuscito ad avere la meglio sui rivali, vincendo il campionato oltre che Charity Shield e diverse coppe di Lega. Ennesimo fiore all’occhiello è la striscia da record di 42 partite senza sconfitte. È proprio fuori i confini nazionali che la storia di Clough diventa impresa. Per due anni di fila riesce a portare a Nottigham la coppa più prestigiosa, affermandosi come l’allenatore migliore in circolazione. I successi europei sono irripetibili, e infatti non saranno replicati né da Claugh né da nessun altro a Nottingham. Questo momento rappresenta l’apice della sua carriera. Dopo infatti non riuscirà a ripetersi, e i 14 anni successivi sulla panchina dei Forest saranno avari di soddisfazioni. Il declino è una storia triste tanto quanto l’ascesa era stata entusiasmante.

Nottingham Forest coppa dei campioni

Il sodalizio con Taylor si interruppe nel 1980. I due arrivano a non parlarsi più, nemmeno quando si affrontano da rivali in uno scontro di FA Cup con il Derby County, di cui Taylor era diventato manager. Clough partecipò al funerale di Taylor nel 1990, dopo 10 anni di indifferenza reciproca. La storia personale di Clough è altrettano malinconica. Prima fu accusato di corruzione a causa del trasferimento di Sheringham al Tottenham, poi ebbe gravissimi problemi di salute derivanti dal suo vizio di bere che lo accompagnava da diversi anni. Clough era un vincente, non poteva accettare l’anonimato. I problemi con l’alcol gli causarono un cancro allo stomaco, causa della sua morte nel 2004. La fine di Claugh e quella del suo mito arrivarono insieme. Infatti, poco prima della sua morte l’Arsenal di Wenger giocò la 43sima partita di campionato senza sconfitte, e superò il record del Forest. Nel giro di due mesi la storia aveva portato via il record di imbattibilità e l’allenatore a cui apparteneva.

1Questa storia è raccontata dal magistrale film ‘il maledetto united’ che consiglio assolutamente di vedere

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3 thoughts on “Brian Clough, il miglior allenatore della storia

  1. Brian Clough, Don Revie, Bill Shankly, Bob Paisley, Alex Ferguson, George Graham, Arsene Wenger, Herbert Chapman, Bertie Mee, Sir Matt Busby…

    Si potrebbe inaugurare una serie sui grandi allenatori del campionato inglese!

  2. Solo un appunto:
    Il Nottingham di Clough esplode tra il ’78 e l’ ’81 e quindi non può anticipare il calcio totale olandese (esploso tra il ’69 e il ’74) ma semmai esserne un seguace.

  3. Che personaggio! Ricorderei anche una statua in suo onore in Market Square a Notthingham. Piu’ che il film io consiglierei il libro “Il Maledetto United” di Peace David dal quale poi e’ stato tratto il film. Ciao

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