CAN 2017: LA PRIMA GIORNATA DEI GRUPPI

GRUPPO B: Classifica: Senegal 3; Algeria, Zimbabwe 1; Tunisia 0

La seconda giornata della Coppa d’Africa ci regala l’entrata in gioco delle nordafricane, che però non convincono. Non convince l’Algeria, da cui ci si attendeva molto di più che un pareggio contro la cenerentola Zimbabwe (che è stata costretta a usare delle maglie alternative, senza marchi, dal momento che le maglie ufficiali della Mafro non sono arrivate a Franceville, secondo quanto riporta il giornalista tunisino Lofti Wada). E non convince la Tunisia, che esce da novanta minuti di possesso e costruzione di gioco contro il Senegal con due gol sul groppone. Un girone indecifrabile, che per ora sorride a chi è sulla carta meno dotato. E che già questo giovedì potrebbe essere cruciale per le due nordafricane, destinate a incrociare le lance in un derby di Coppa d’Africa.

GRUPPO A: Classifica: Gabon, Guinea-Bissau, Burkina Faso, Camerun 1;

Parità perfetta nella giornata d’esordio della Coppa d’Africa: entrambe le gare si chiudono sull’1-1, lasciando le squadre a pari punti. Non che manchino le cose da raccontare: i padroni di casa che segnano la prima rete del torneo, grazie ad Aubameyang; l’emozione della Guinea-Bissau per la sua prima rete a una Coppa d’Africa; la fisicità e aggressività del Camerun capaci di mettere in difficoltà il Burkina Faso per oltre mezza partita; le parate audaci di Herve Koffi che tengono i burkinabé in gara e permettono loro di rimettersi in carreggiata. Insomma, è iniziata la Coppa d’Africa 2017!

Gruppo B:

Franceville, 14/01/2017
ALGERIA – ZIMBABWE 2-2
Reti: Mahrez (A) 12’- Mahachi (Z) 17’- Mushekwi (Z) 29’ rig.- Mahrez (A) 82’

[Daniele – Calcio Romantico]
Un’Algeria che avrebbe dovuto strapazzare lo Zimbabwe non riesce ad andare oltre il pareggio, il terzo in tre partite della Coppa d’Africa 2017, puntando sulle indubbie individualità, ma risultando poco coesa, complice anche lo strano modulo messo in campo da Leekens.
A inizio partita le due squadre saltano la fase di studio e se la giocano fin da subito a viso aperto, ma a sorpresa è lo Zimbabwe ad andare più vicino al gol con un clamoroso palo colpito da 40 metri da Billiat al 9’. Un minuto dopo è costretto a uscire dal campo l’attesissimo – almeno da Calcio Romantico – Knowledge Musona. Al 12’ l’Algeria passa in vantaggio con Mahrez che segna un gol alla Mahrez: partendo da destra rientra sul sinistro e conclude a giro sul secondo palo. Lo Zimbabwe non si scompone e agguanta il pareggio dopo una manciata di secondi, grazie a un diagonale di Mahachi che sorprende M’Bohli, piazzato male e tuffatosi in netto ritardo. Il portiere algerino in forze all’Antalyaspor si riscatta poco dopo su un tiro del solito Billiat. I Guerrieri zimbabwesi al 27’ concretizzano il loro dominio: Belkhitar, in netto ritardo, tocca Bhasera in area di rigore e lo fa cadere a terra. Non sembra un rigore solare, ma l’arbitro non ha dubbi e il difensore algerino nemmeno protesta. Sul dischetto Mushekwi non sbaglia, è 2-1 per lo Zimbabwe. Le Volpi del deserto crescono nel finale del primo tempo, ma non riescono mai a impensierire più di tanto lo spericolato Mkuruva, portiere classe 1996.
Nell’intervallo constatiamo che l’impostazione di Fox Sport in italiano è ben più colonialista di quella della TV francese: tra preghiere, esultanze, balli sugli spalti, ecc. non manca nessun cliché sull’Africa subsahariana. Il “ritmo nel sangue” non è stato esplicitato, ma da qui alla fine del torneo avverrà di sicuro.
A Franceville nel frattempo riprende la partita, con l’allenatore dell’Algeria che prova subito a correre ai ripari togliendo Belkhitar e mettendo Meftah, a sei anni dalla sua ultima presenza in Nazionale. I nordafricani iniziano la ripresa portandosi ripetutamente nella metà campo avversaria ma con scarsi risultati. Il canovaccio è sempre quello: sterile fase di passaggi orizzontali a centrocampo e poi si va sulla destra a cercare Mahrez sperando inventi qualcosa. Così facendo, però, subiscono qualche contropiede da parte dello Zimbabwe e di nuovo per iniziativa di Billiat rischiano seriamente di subire il 3-1. L’Algeria poi inizia a diventare leziosa e boriosa, crea sì occasioni da rete, ma sempre più o meno fortuite (da calci piazzati o grazie a un rocambolesco autogol rischiato da Muroiwa), sperando sempre in un colpo di uno dei suoi campioni. Colpo che poi, puntualmente, arriva, di nuovo grazie a Mahrez che – con la complicità di un quantomeno non impeccabile Mkuruva – trova il 2-2 all’82’ con un sinistro da fuori area. Nei dieci minuti finali la Volpi del deserto provano l’assedio, ma lo Zimbabwe riesce almeno a difendere un meritato pareggio.

Franceville, 15/01/2017
TUNISIA – SENEGAL 0-2
Reti: Mané 10’ rig.- Kara Mbodji 75

[Trappola del fuorigioco]
Vista la composizione del girone, lo scontro tra Tunisia e Senegal era molto importante per il passaggio del turno, ma anche un banco di prova per le ambizioni di entrambe per la vittoria finale e come da pronostico è stata una bella partita sin dal primo minuto: le squadre hanno iniziato in modo aggressivo, senza bisogno di alcuna fase di studio.
Il Senegal è arrivato al gol alla prima occasione, realizzando un rigore concesso a seguito di un intervento irruento ai danni di Kouyate, esperto centrocampista del West Ham United. Il primo gol dei senegalesi è stato segnato da un altro veterano della Premier League, Sadio Mané, recentemente passato dal Southampton al Liverpool di Klopp.
Dopo il gol concesso, la Tunisia ha continuato a cercare l’affondo attraverso il fraseggio e azioni manovrate, strategia che ha pagato in termini di creazione di occasioni da gol, ma non di effettive realizzazioni. Quando al trentesimo della ripresa il Senegal ha segnato la seconda rete con il centrale dell’Anderlecht Kara Mbodji, la partita sembrava chiusa, eppure il copione tattico della partita non è cambiato, nonostante mancassero 15 minuti. In svantaggio di 2 gol, la Tunisia ha continuato a creare occasioni su occasioni, sbagliandole puntualmente.
La partita si è conclusa sul risultato di 2-0, dimostrando che il calcio è uno sport piuttosto banale, dove segnare è condizione necessaria e talvolta anche sufficiente per vincere. La Tunisia non avrebbe meritato di perdere, ma ha dimostrato di non essere in grado di mettere la palla in rete, e ora ha davanti a sé un cammino complicato per la qualificazione. Il Senegal, d’altro canto, ha messo in evidenza un calcio pragmatico, attento alla gestione del risultato ma allo stesso tempo troppo svagato; forse troppo per essere una candidata credibile per la vittoria finale.

Gruppo A:

Libreville, 14/01/2017
GABON – GUINEA BISSAU  1-1
Reti: Aubameyang (Ga) 52′- Juary (GB) 90’+1′

[Federico – Calcio Romantico]
La partita d’esordio della XXXI edizione della Coppa d’Africa è riservata, come d’abitudine, ai padroni di casa. Il Gabon, che nella sua storia non è mai andato oltre i quarti di finale, affronta la Guinea-Bissau al debutto nella fase finale del torneo. Pantere contro djurtus -licaoni-, mutuando l’uso caro alle Nazionali africane di denotarsi attraverso appellativi spesso estratti dal mondo animale. Esordio anche per Camacho, che è diventato allenatore dei padroni di casa a inizio dicembre 2016 e non ha ancora avuto la possibilità di giocare un match ufficiale.

Il primo tempo scorre via senza occasioni o quasi. Il Gabon attacca con continuità solo tra il 15′ e il 25′, ovvero quando Aubameyang entra nel gioco svariando un po’ su tutta la zona di attacco. L’unica occasione pericolosa in questo lasso di tempo se la procura Evouna, che controlla spalle alla porta, si volta e con un destro a giro sfiora la traversa. Due azioni, anzi due alleggerimenti di Dabo e di Zezinho e gli ampi gesti di Camacho convincono il Gabon a non rischiare troppo in avanti e ad attendere. Al 40′ Lemina di testa su punizione sfiora il palo, due minuti dopo è invece il guineano Tony Silva a concludere a lato in diagonale un contropiede originato da una goffa caduta di Evouna a limite dell’area avversaria.

A inizio ripresa arriva il break delle pantere. Bouanga scalda le mani di Mendes al 48′, è il primo tiro nello specchio di una delle due porte e prelude al vantaggio gabonese. Cross da sinistra di Evouna, Aubameyang disturba il centrale avversario Rudinilson senza commettere fallo e si muove verso il secondo palo, dove puntuale mette la palla Bouanga. L’attaccante del Borussia Dortmund non ha difficoltà a siglare l’1-0. Vantaggio e scommessa vinta per Camacho che ha fatto esordire in un match così importante il ventiduenne franco-gabonese Denis Bouanga, in pratica appena arrivato da Tours, dove gioca in Ligue 2.
Il Gabon, però, non insiste e la Guinea-Bissau fa capire subito di non volersi arrendere. Al 68′, su cross di Lemina, Aubameyang si coordina bene e gira al volo di poco a lato e questa diventa l’ultima minaccia portata verso la porta di Mendes. Ovono, dall’altra parte, non è che faccia un superlavoro, ma piano piano i djurtus si fanno sempre più pericolosi e, dopo aver mancato l’1-1 con una girata di Rudinilson -aveva qualcosa da farsi perdonare…-, lo ottengono quando il 90′ è appena scoccato. In rete va l’altro centrale, Juary, in tuffo su punizione dalla trequarti di Zezinho.

Al fischio finale dell’arbitro egiziano Grisha scoppia la felicità sulla panchina di Baciro Candé. Per una nazione che per lungo tempo ha visto i suoi giovani calciatori prelevati e naturalizzati dalle squadre portoghesi è una grande soddisfazione e forse l’inizio di un cambio di rotta. Basta pensare che il centrocampista Francisco Santos ha optato per la nazionalità della Guinea-Bissau appena prima dell’inizio della Coppa e oggi ha fatto il suo esordio e che l’esterno Dabo solo quattro anni fa giocava con il Portogallo il Mondiale under 20.
Certo, dovrebbero anche smetterla di usare i colori rosso e verde per la divisa della Nazionale, per chiudere ancor di più col passato coloniale e… dare più possibilità a chi segue gli incontri di decifrare i numeri sulle magliette.

Libreville, 14/01/2017
BURKINA FASO – CAMERUN 1-1
Reti: Moukandjo (C) – Dayo (BF) 75′

(Damiano Benzoni, Africalcio)
Il Burkina Faso butta quasi via la partita e poi la ripesca per il collo, il Camerun stupisce tutti per più di mezza partita, ma non chiude quando potrebbe. Questo il succo di un incontro combattuto e fisico allo Stade d’Angondje. Sono i burkinabé di Paulo Duarte a partire favoriti, forti della tecnica di Jonathan Pitroipa e Alain Traore, e lo fanno subito vedere con un lancio lungo per Pitroipa, che deposita la palla alle spalle di Fabrice Ondoa solo per farsi vedere la rete annullata per fuorigioco. Sul quarto d’ora una nuova occasione, una punizione respinta da Ondoa e il rimpallo mandato fuori da Bakary Koné.

Al 20′ però cambia qualcosa: le ali del Camerun, a sinistra Clinton N’Jie dell’Olympique Marsiglia, a destra Christian Bassogog del più umile Aalborg, cominciano a seminare pericolo nella metà campo burkinabé. La loro aggressività e la fisicità delle due punte Jacques Zoua e Benjamin Moukandjo sembrano intimidire il Burkina Faso, che lentamente scompare dai giochi. Al 20′ N’Jie intercetta una palla sulla trequarti e innesca la penetrazione di Bassogog in area, ma la palla si ferma sull’esterno della rete, ma è dopo la mezzora che il forcing camerunense si fa più intenso: Bassogog è pericoloso in un paio di occasioni, poi Moukandjo si procura un fallo al limite dell’area e trasforma la punizione da posizione centrale senza quasi prendere rincorsa.

Prima del riposo c’è tempo per un altro paio di brividi: al 42′ N’Jie si libera al tiro con una finta splendida, mentre al 45′ l’ala destra del Burkina Faso Prejuce Nakoulma viene liberato al tiro da una bella azione corale. Entrambe le conclusioni vengono deviate in corner. Nel recupero il Camerun ha un’occasione chiarissima di segnare: Moukandjo lancia la palla nella metà campo burkinabé, completamente sguarnita e preda della corsa esplosiva di Bassogog. Solo un intervento in scivolata al limite del fallo da parte del portiere burkinabé Herve Koffi salva la situazione.
Nella ripresa la gara continua a essere targata Camerun: al 58′ Zoua prova a sorprendere Koffi con una conclusione dalla distanza. Il portiere burkinabé riesce a neutralizzare il tiro e N’Jie sbaglia tutto ribattendo la respinta lontano dai pali. In quel momento il Camerun comincia a faticare, mentre il Burkina, graziato dagli interventi di Koffi e dalla fortuna, ritrova coraggio e comincia a costruire azioni insidiose. Il pareggio arriva a un quarto d’ora dalla fine sugli sviluppi di una punizione da posizione laterale: il tiro di Banou Diawara è respinto da Ondoa e rimbalza sulle teste di entrambi i difensori centrali del Burkina Faso. La marcatura va ascritta a Issoufou Dayo. Nel finale le sole emozioni rimaste sono le danze del pubblico e l’ingresso in campo di una leggenda come Aristide Bancé, che riesce all’88’ a procurarsi un fallo al limite dell’area, senza però riuscire a incidere in maniera più ampia sull’incontro.

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