Caro Chelsea, ti odio.

Piove stasera a Leeds, e non è una novità, piove spesso nel Nord Ovest dell’Inghilterra. La vera novità è che ad Elland Road è arrivato il Chelsea, ospite atteso da ben 9 anni. Nel 2003, si erano scontrate l’ultima volta le due squadre. Per capirci quanto in fretta passano nove anni conviene tenere a mente che il dieci dei Bleus era indossato da Gianfranco Zola, in panchina c’era Claudio Ranieri e il presidente non era ancora Abramovich. Il Leeds era la squadra nobile tra le due, forte del proprio blasone, avendo più titoli nazionali in bacheca e più prestigio internazionale. Poi successe che i soldi russi arrivarono alla squadra londinese, e i denari di qualsiasi nazionalità abbandonarono le casse del Leeds, facendolo sprofondare nel fango dei campetti di provincia, lontano dalle luci della ribalta fino al 2010 quando raggiunse la promozione in Championship. Cambiò tutto, quella stagione fu lo spartiacque. C’è solo una cosa che è rimasta immutata oggi come negli anni ’60, così come nel 2003: l’odio che divide le due squadre.

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I primi incidenti risalgono addirittura al 1962 a causa del gol del pareggio annullato al Leeds nei minuti finali della partita, quando il concetto di recupero ancora doveva essere inventato. Nel 1970 l’ascia di guerra fu per sempre dissotterrata nel replay match della finale di FA cup, a causa di un arbitraggio sconsiderato che costò il trofeo al Leeds. Negli anni ’80 il confronto assunse dimensioni di guerriglia urbana, in linea con le abitudini pre-tatcheriane dell’epoca. Le cronache parlano di scontri tra le due fazioni che avvennero tra Piccadilly Circus e Charing Cross, coinvolgendo praticamente tutto il centro cittadino. Due anni dopo il Chelsea festeggiò la promozione in prima divisione battendo 5-0 proprio il Leeds. La partita si giocò a Standford Bridge, i tifosi ospiti pensarono bene di riportarsi nello Yorkshire un ricordo di quella giornata e smontarono lo stadio dei Blues. Il rettangolo di gioco fu usato come ring e la polizia dovette effettuare un’operazione di sgombero più che di pacificazione. Gli episodi violenti culminarono nella partita del 1997. Il Leeds riuscì a strappare uno 0-0 nonostante due espulsi per una rissa. I giocatori coinvolto erano Gary Kelly e Alan Smith, due bandiere dei whites, che ricevettero anche una squalifica per quattro turni. Sfociata in questi episodi ‘sportivi’, la rivalità tra le due squadre ha natura sociale, e come spesso avviene nel mondo del calcio britannico arriva ad avere contorni di lotta di classe. La working class del North West si identifica agevolmente nello spirito proletario del Leeds United e trova naturale avversione per la borghesia cittadina Londinese in maglia Bleus.

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Avendo in mente la tradizione tra queste queste due squadre è facile immaginare la reazione di entrambe le tifoserie al sorteggio che le aveva messe di fronte nei quarti della coppa d’Ighilterra. Ed infatti lo stadio dello United faceva il record di spettatori, quasi 34 mila, in un piovoso e freddo mercoledì di Dicembre; non erano stati mai così tanti da due anni a questa parte quando per una partita di Fa Cup era arrivato addirittura l’Arsenal. Il Chelsea, da par suo, veniva dalla fallimentare esperienza del mondiale per club, dove era stata battuta dal Corinthians. Dal Giappone riportava in valigia tutti i dubbi legati all’avvicendamento in panchina dell’idolo Di Matteo con Rafa Benitez. Il primo tempo premiava la maggior voglia dello United, che lo chiudeva in vantaggio per uno a zero. L’avventura dell’allenatore spagnolo sembrava al termine dopo solo 25 giorni. Invece nel secondo tempo la classe di Mata e compagni prendeva il sopravvento sulla voglia del Leeds e la partita finiva 1-5. A fine partita, così come prima e durante, non si sono registrati avvenimenti di tensione tra le due tifoserie.

Al di là del risultato che potrebbe sembrare fuorviante la partita è stata combattuta, giocata con intensità da entrambe come fosse un derby cittadino. I 22 hanno dimenticato le propria lega di appartenenza, la propria classe sociale ed il proprio stipendio ed hanno corso esclusivamente per avere la meglio sui rivali. Sono pronto a scommettere che Whites e Blues non vedano già l’ora di giocare ancora contro la prossima volta.

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