Clapton Fc – The pride of East London

Pubblichiamo di seguito un articolo scritto da noi per gli amici di Dude Magazine e pubblicato sul loro sito a questo link.

Prologo

Il sabato mattina il suono della sveglia è l’ultimo rumore che vuoi sentire, soprattutto se ti ha assillato per ognuno dei 5 giorni precedenti, e ancor di più se hai ancora il sapore di gin lemon in bocca. Sono poche, troppo poche, le 4 ore in cui hai dormito, ma la voglia di andare a seguire la tua squadre ha la meglio e ti alzi dal letto.

Tifare una squadra è un’attività totalizzante e far parte di un gruppo organizzato lo è ancora di più: comporta dei sacrifici e ha delle regole impossibili da aggirare. Si tratta di un impegno praticamente a tempo pieno, che stimola tutte le sfere emotive e che può essere molto appagante. Il prezzo da pagare è molto alto, in termini di tempo, ma soprattutto di stress psico-fisico. Beninteso, tifare una squadra della non-league, ben al di sotto del livello minimo del professionismo, non è diverso dal tifare Chelsea, anzi è ancora più frustrante e impegnativo. Non ci sono trasferte esaltanti o trofei in bacheca ma nella quotidianità cambiano soltanto il campo da raggiungere e il nome dell’avversario, variabili secondarie quasi irrilevanti. La costante è la presenza assidua, ad ogni costo.

I fine settimana dell’intera stagione si ripetono sempre allo stesso modo. Si allacciano gli anfibi, si avvolge la sciarpa al collo e si esce di casa, certi del fatto che l’aria fresca della mattina sarà un toccasana per ritrovare le energie necessarie.

Pyro in the scaffold

Clapton FC – No Pyro No Party

Clapton Ultras

Il Clapton Fc esiste nella misura in cui i suoi sostenitori occupano le gradinate del campo in cui giocano i biancorossi. La presenza della ‘Scaffold Brigada’ o ‘Clapton Ultras’ è il motivo per il quale è una squadra speciale, unica in tutta la Football Association inglese. Lo stadio di casa, l’Old Spotted Dog, ha un fascino piuttosto decadente. Per raggiungerlo bisogna scendere dal treno a Forest Gate, nel profondo Est Londinese, dove la parola ‘gentrificazione’ non esiste. Uscendo dalla stazione si raggiunge il campo con una passeggiata di dieci minuti tra negozi etnici, ristoranti turchi e off licence gestiti da asiatici, persino davanti ad una moschea. Al botteghino si accede passando tra gli pneumatici, esibiti dai due meccanici con cui l’Old Spotted  Dog condivide l’ingresso.

Lasciati i £6 d’ordinanza al tornello, si apre la vista del terreno di gioco, un campo con l’erba, forse troppo alta, e le due tribune, poste sul lato lungo del terreno di gioco. Il manto erboso non è ben curato, spesso basta una leggera pioggia per far rimandare la partita.

La tribuna più vicina all’ingresso è moderna, coperta e con i seggiolini rossi. Di solito è vuota. L’altra non è una vera e propria tribuna, è una scomoda impalcatura posta a protezione di 3 gradoni. Mettersi là sopra non permette nemmeno di coprire tutto il campo con lo sguardo, eppure questa è sempre traboccante di gente. I 300 ‘ultras’ che vengono a vedere ‘i tons’ (nomignolo usato per definire il Clapton Fc) hanno scelto questa parte del campo come loro casa. Durante la partita la scaffold è lo spettacolo da vedere, molto più di quanto non lo siano i 90 minuti di gioco. Striscioni, cori, fumogeni colorati ed entusiasmo sono i veri protagonisti. La scaffold è il centro dell’universo Clapton, e non è un caso che il gruppo di tifosi abbia deciso di utilizzarla nel proprio nome: Scaffold brigada, appunto.

Scaffold Brigada

Clapton FC – Clapton Ultras

Ultras, né hooligans né fans

Sebbene sia pronunciata molto spesso (e nella maggior parte dei casi a sproposito), vale la pena ricordare che la parola ultras identifica chi frequenta attivamente un gruppo strutturato di tifosi. Questa parola si è progressivamente arricchita della connotazione negativa che di fatto ha oscurato gli aspetti positivi propri dell’appartenenza al mondo del tifo organizzato e dell’aggregazione sociale.

All’esterno dei confini nazionali, invece, la parola ‘ultras’ descrive il modo di tifare dei gruppi italiani degli anni ’80 e ’90, molto differente da quello britannico. In Inghilterra il modello di ‘tifo’ per gruppi organizzati non si è mai diffuso, e la lingua ha preferito mantenere due termini distinti: Fan e Hooligan. Semplificando, il primo è il tifoso, fanatics, della sua squadra; il secondo è principalmente un teppista che sfoga l’amore verso per il proprio team contestualmente a quello per la violenza e per gli alcolici.

I ragazzi che hanno dato vita alla Scaffold Brigada alcuni anni addietro hanno scelto la parola ultras in omaggio alla scuola di tifo italiana. Nei Clapton Ultras sono presenti diverse anime. I fondatori sono un gruppetto di ragazzi britannici animati dalla passione per il calcio e quella per l’impegno sociale. Ben lungi dall’essere violenti ultras o pericolosi militanti anarchici, hanno portato sugli spalti di questo campetto di periferia, dimenticato e quasi abbandonato, i propri ideali. Ben presto i numeri sono aumentati e si sono ritrovati a dividere la scaffold con un gruppetto di ragazzi polacchi già attivi con il St Pauli in Germania e con una nutrita schiera di italiani. La comunità italiana a Londra, come è noto, è folta e ben coordinata; il passaparola è stato rapido ed efficace ad aggregare tutti gli appassionati di calcio, nostalgici della propria squadra nella città d’origine.

Non bisogna stupirsi di sentire le note di bella ciao in questo campo della periferia londinese, cantate (o meglio stonate) contemporaneamente da polacchi e gallesi, con il ritmi scandito dal tamburo portato non si sa bene da chi. Come detto, ci sono le influenze delle curve italiane, ma anche quelle del Celtic, baluardo del mondo del tifo anglosassone e quelle del già citato St Pauli, vero e proprio modello di riferimento ideologico su temi come la lotta al razzismo e all’omofobia. Il risultato di questo meltin pot calcistico è una commistione sociologicamente sbalorditiva, che impressiona quelli che si avvicinano alla scaffold per la prima volta.

Clapton Flags

Clapton FC – Bandiere in azione

Conflittualità

La violenza è del tutto assente negli ambienti della scaffold brigada. La ragione è molto semplice: non esiste conflittualità, né verbale né tantomeno fisica con i tifosi organizzati delle altre squadre – d’altronde non esistono – né tantomeno con le forze dell’ordine, con le quali i ragazzi che popolano l’Old Spotted Dog hanno sempre cercato il confronto prima che lo scontro. Soltanto un gruppo nazionalista che orbita nel frammentato universo dell’estrema destra britannica ha rappresentato un problema per i supporter del Clapton ultras. I ‘Pie and Mash’ – nome scelto per omaggiare la cucina tradizionale britannica – hanno minacciato più volte i sostenitori del Clapton, con messaggi su Facebook, o con alcune visite all’Old Spotted Dog. Per fortuna, le intenzioni violente sono rimaste tali.

Ben lungi dal prendere sottogamba la minaccia, i clapton ultras hanno reagito instituendo un rete di stewart, composta da 30 ultras che, armati di pettorina fosforescente e brochure informative, hanno messo al corrente il quartiere delle loro iniziative e delle loro intenzioni per coinvolgere gli abitanti della comunità locale nel progetto Clapton. Il risultato è stato stupefacente: le presenze allo stadio sono aumentate sensibilmente, grazie alle moltissime facce nuove sugli spalti e la stampa locale ha dato credito alla reazione degli ultras. Di fronte a questa dimostrazione di unità e coesione, il gruppo neofascista ha smesso con le intimidazioni.

Ingresso Old Spotted Dog

Clapton Fc – Ingresso Campo

Lontano dagli spalti

Il Clapton Fc non avrebbe senso di esistere senza i suoi tifosi, ma nemmeno senza il reciproco supporto dalla comunità locale in cui è integrato perfettamente.Il gruppo è il modo migliore per veicolare le iniziative sociali proposte e portate aventi sul territorio di E7, il codice postale che identifica l’area di Forest Gate.

Le iniziative sociali portate avanti dal gruppo sono numerose e sono finalizzate a correggere il problema abitativo che affligge l’est di Londra. Nell’ultimo anno è stata portata avanti un’iniziativa a stretto contatto con il progetto denominato ‘Focus E15’ per sostenere un gruppo di ragazze madri, sfrattate dalle case popolari cui avevano diritto.

Lotta al Razzismo e all’omofobia sono due fronti su cui gli ultras sono molto attivi. ‘Know your rights’ è il nome dell’iniziativa condotta da alcune associazioni – tra cui i ragazzi del Clapton – nell’Est di Londra per mettere al corrente i migranti che vivono nel quartiere dei loro diritti durante le perquisizioni. Immigrati e rifugiati politici sono spesso vittime di abusi condotte all’interno dell’operazione ‘Skybreaker’, messa in piedi formalmente per prevenire l’immigrazione illegale, ma che praticamente ha dato sfogo ai più beceri sentimenti nazionalisti di una parte della popolazione. Queste ronde hanno spesso prevaricato i diritti di coloro che subivano i controlli, sfruttando le lacune in materia giuridica dei migranti sottoposti a controlli.

L’aiuto alle popolazioni migranti ha preso forma concreta con la colletta alimentare in favore di ‘Refugee and Migrant Project’. Questa associazione offre il proprio supporto a oltre 100 rifugiati politici e migranti che non hanno diritto a ricevere sussidi statali e non possono accedere al mercato del lavoro visto il loro status giuridico. La raccolta, andata avanti per tutto il mese di Gennaio, è stata un successo tanto che si è deciso di rifarla in tutte le partite interne che si giocheranno a Marzo.

 Il calcio è notoriamente uno degli ambienti più omofobi della società. Non esiste nessun calciatore che abbia fatto coming out, e quel che è peggio, l’omosessualità è considerata un tabù nel mondo del calcio, a testimonianza di quanto il calcio sia arretrato rispetto alla società in materia identità sessuale. Simbolicamente la Scaffold Brigada ha scelto il giorno di San Valentino per mandare il proprio messaggio anti-omofobia. Nel giorno del derby si sarebbe dovuta mettere in piedi una coloratissima coreografia multicolore, fatta di fumogeni e pannelli colorati. A causa del maltempo che ha allagato il campo, però, la partita non si è giocata. Tutto il lavoro non è stato ovviamente sprecato, perché quello che gli ultras avevano in mente si farà un mese dopo il giorno prestabilito, il 14 Marzo.

Epilogo

Date queste premesse appare chiaro come il sostegno alla squadra sia un’attività quasi secondaria nella vita dell’ultras del Clapton Fc. L’esperienza è coinvolgente e quasi totalizzante: progettare una coreografia o raccogliere casse di fagioli e tonno in scatola sono le due facce della stessa moneta. Essere ultras in questo modo è una scelta che influenza tutti e 7 i giorni della settimana ed il modo in cui tutto questo avviene in modo così armonico e naturale è forse atipico, ma sicuramente molto appagante.

Edit: Dopo la prima pubblicazione originale dell’articolo, la partita contro l’omofobia si è effettivamente giocata. Sotto potete ammirare il risultato

Delle altre foto possono essere trovate a questo link, e appartengono al legittimo proprietario

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