Coppa d’Africa: la Nigeria è campione!

La Nigeria è campione d’Africa. Questo è il verdetto della finale vinta con il Burkina Faso. Con il risultato di 1-0, le super aquile raggiungono il terzo trofeo continentale della loro storia. È significativo che l’ultima edizione vinta è quella del 1994, qualche mese prima dell’exploit al mondiale americano che consacrò a livello globale una nazionale di fenomeni. In quella squadra giocava anche Stephen Keshi, difensore centrale classe 1962, oggi allenatore della selezione campione.

 Winner

Gli sconfitti, gli stalloni del Burkina Faso, conquistano un argento meritatissimo: il bicchiere dev’essere visto necessariamente mezzo pieno. Il loro torneo è stato straordinario, caratterizzato da un cammino sino alla finale decisamente impegnativo, impreziosito da eliminazioni illustri maturate dopo partite molto intense, spesso decise ai supplementari o ai rigori. La conseguente mancanza di freschezza atletica in finale ha sicuramente inciso sul gioco del Burkina Faso, che per come è costruito richiede grande atletismo.

La competizione sudafricana è stata nel complesso molto divertente e combattuta, ricca di sorprese e di contenuti interessanti. Questa valutazione prescinde dal fatto che la partita che ha assegnato il titolo non sia stata allo stesso livello delle fasi precedenti del torneo. La finale, come spesso accade, infatti, è stata una partita noiosa, più tattica che combattuta, e lo spettacolo ne ha risentito. La maggiore esperienza dei nigeriani è stata probabilmente un fattore decisivo nella vittoria. Aver giocato questo tipo di partite con squadre dei rispettivi club ha sicuramente inciso sulla prestazione individuale dei calciatori; non è un caso che due dei migliori di tutto il torneo siano stati Obi e Moses, vincitori a Giugno 2012 della Champions League con il Chelsea di Di Matteo.

Il simbolo della serata finale è Sunday Mba, autore del gol vittoria e attuale centravanti dei Warri Wolves, squadra della città nigeriana di Warri, appunto. Nell’ultimo torneo disputato, i Wolves sono arrivati 15simi su 20 squadre, ed hanno evitato la retrocessione grazie alla differenza reti. Nonostante la sua provenienza da un club di seconda fascia, il gol è stato realizzato con un gesto tecnico degno di un fuoriclasse affermato. Mba, infatti, ha eseguito un sombrero con il piede destro a scavalcare il suo marcatore, prima di scaricare in porta con il piede sinistro; il tutto senza che la palla rimbalzasse mai per terra. Questo gesto tecnico è, sicuramente, entrato nella storia del suo paese e corsa di Mba verrà ricordata e utilizzata nella prima pagina dei quotidiani locali.

Mba

La disperazione della nazionale del Burkina Faso verrà assorbita soltanto nei prossimi giorni, quando la valutazione del torneo verrà fatta a freddo. Solo allora sarà possibile, infatti, mettere da parte l’enorme delusione per una sconfitta maturata per via di una prestazione inferiore a quella dei turni precedenti. Tra i meriti dell’allenatore belga sulla panchina dei burkinabé c’è quello di aver dato un’identità internazionale ad una nazione non abituata a giocare competizioni di questo spessore, ed averle dato un gioco competitivo ed efficace, oltre che sicuramente divertente. I margini di crescita sono evidenti, anche se la maturazione di questa nazione potrebbe dipendere se la federazione burkinabé e il selezionatore Put decideranno di continuare il loro rapporto. La qualificazione al mondiale di Brasile 2014 è tutta da conquistare; inutile dire che sarebbe un risultato storico, tuttavia alla portata.

Questa coppa d’Africa fornisce agli osservatori internazionali spunti interessanti per lo sviluppo futuro del calcio africano sopratutto in ottica mondiale. In primis, la fine della generazione dei perdenti fenomeni ivoriani e la crisi del ciclo d’oro magrebino ma anche e soprattutto la rinascita nigeriana e l’evoluzione di nuove realtà come quella di Burkina Faso e Mali (arrivata sorprendentemente terza).

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