Derby di Manchester: review

Nel 2009, prima di un rocambolesco derby all’Old Trafford, Sir Alex ebbe a definire la squadra del City ‘noisy neighbours‘, con il chiaro intento di snobbarla. Di quell’espressione sicuramente si sarà pentito dopo il 6-1 subito nel derby 2011/12, stagione che ha visto i concittadini mettere le mani sulla Premier League dopo un testa a testa cittadino durato un’intera stagione. Oggi nello stadio del City si è giocato il primo, importantissimo, derby della stagione. Lo United ci arrivava in condizioni migliori, con un cammino in champions senza incertezze e un primato nel girone forte di 6 punti di vantaggio proprio sulla sqaudra del Mancio. I Citizens, da par loro, arrivavano all’appuntamento con il morale sotto i tacchi dopo l’eliminazione europea, la seconda consecutiva al primo turno, e una Premier giocata con qualche incertezza.

Logico che i Red Devils si presentassero in campo da favoriti. Ed infatti, il primo tempo confermava i rapporti di forza espressi in tutta la stagione. Mancini lanciava Balotelli titolare supportato da Silva, Aguero e Nasri con Tevez e Dzeko a riscaldarsi sotto gli asciugamani termici in panchina. Il primo tempo era caratterizzato da uno sterile predominio dei Citizen con il Manchester solido in copertura ed efficace nelle ripartenze. Rooney dimenticava di essere in una stagione balbettante e segnava per ben due volte, consentendo alle squadre di andare al riposo sul risultato 2-0. La partita sembrava in cassaforte, e l’epilogo più probabile pareva tradursi in una goleada, sopratutto quando Ashley Young prendeva un palo con un fantastico tiro a giro, sul quale si avventava Van Persie che traduceva un tap-in vincente nel 3-0. Game set and match.

Ma nemmeno per idea, il guardalinee alzava la bandierina annullando il gol per un fuorigioco fantasioso, e sulla successiva il city accorciava le distanze con Yaya Tourè. Questo gol svegliava i Citizens che, convinti di poter recuperare l’incontro, attaccavano a testa bassa. L’inerzia era tutta per loro, lo United sembrava impaurito quasi a prefigurare il pareggio impronosticabile soltanto qualche minuto prima. Zabaleta su calcio d’angolo concretizzava queste paure mandando in estasi le ‘terraces‘ di casa. Sul risultato di 2-2, con l’inerzia tutta per il city ci si aspettava la rimonta completa che sembrava arrivare da un momento all’altro. Non era della stessa idea Robin Van Persie che al 92simo trasformava in gol una punizione tirata a giro che beffardamente lambiva il secondo palo e lasciava Jhon Hart battuto e umiliato. Nei tre minuti di recupero non succedeva niente oltre ad una monetina lanciata sul labbro di Rio Ferdinand, seguita da un parapiglia tra i tifosi frustrati dal gol appena subito.

Image

Questo risultato, oltre a riconciliare con il calcio e darci un’ulteriore motivo per amare la Premier, potrebbe avere un ulteriore effetto, a forma di biglietto aereo per il manager Roberto Mancini, i cui risultati non possono giustificare gli importanti investimenti fatti negli ultimi due anni. Staremo a vedere, gli emiri potrebbero aver finito la pazienza. Dall’altra parte del Moss Side, I Red Devils escono sicuramente rafforzati, hanno dato sicuramente una dimostrazione di forza, con il primo tempo perfetto e con la dimostrazione di forza del finale. Oltre a questi aspetti, Sir Alex potrà gustarsi il suo bicchiere di vino del post partita godendo del recupero di Wayne Rooney, un po’ in ombra fino ad ora; forse oscurato dalle prestazione di Ven Persie, ma che potrà essere decisivo per il cammino della squadra.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *