Football without fans is nothing!

Football without fans is nothing!

Uno dei loro striscioni recita che il calcio senza tifosi è nulla. Questo messaggio è il cuore della manifestazione organizzata a Londra per combattere il caro biglietti degli stadi di Premier e Championship. Per difendere questo messaggio tradizionali avversari hanno sfilato dietro agli stessi vessilli. Tifosi Spurs accanto ai Gunners, con Qpr e West Ham nello stesso corteo per fronteggiare un nemico comune. L’evento è stato organizzato da ‘Spirit of Shankly’, organizzazione storica dei tifosi del Liverpool. I Reds hanno chiamato a raccolta tutti i tifosi delle squadre della Football Associations per dimostrare il loro malcontento contro la crescita inarrestabile dei biglietti delle partite della prima e seconda divisione inglese. La protesta è stata efficace, infatti un nucleo ristretto, formato dai rappresentati di Spurs, Arsenal, Manchester United e Liverpool, ha avuto un colloquio di un’ora e mezzo con il direttore esecutivo della FA, Scudamore. Se questo incontro darà i suoi frutti lo vedremo nella prossima stagione, ma perlomeno i vertici hanno dimostrato di saper ascoltare le voci dei tifosi.

Greed is not for the good of the game

La manifestazione del 19 Giugno è la testimonianza che la pazienza dei tifosi inglesi è al termine. Questa stagione è stagione è stata decisiva da questo punto di vista; i biglietti del settore ospiti dell’Emirates è costato ai tifosi del Liverpool 62 sterline, quasi 80 euro. Ovviamente era pieno per metà. Evento impensabile qualche anno e del tutto indipendente dai risultati degli Scousers. Il corteo ha portato avanti una battaglia specifica sul prezzo del biglietto di trasferta chiamato proprio ‘Twenty’s Plenty’; ovvero, limitiamo i biglietti del settore ospiti a 20 sterline per riempirlo in ogni incontro. Sembra giusto, ma irrealizzabile allo stesso tempo, se si considera che la media dei biglietti per i tifosi di casa è superiore al doppio di questa cifra.

Against modern football

Le ragioni della protesta sono molto semplici. Il costo dei biglietti è aumentato del 720% in 20 anni, ovvero ad un ritmo spaventoso, che non ha eguali con nessun altro bene o servizio sul mercato. Le ragioni sono sociali, visto che alzare il prezzo ha permesso di selezionare gli spettatori in base al loro reddito, ma anche economiche; il principio base è che se gli stadi sono pieni al 95% con questi prezzi, le società non hanno incentivo di abbassarli poiché diminuirebbero il loro profitto. Questa strategia si fonda sul principio che ogni società può permettersi queste tariffe perché ha dei tifosi disposti a pagare queste cifre esorbitanti; sono molto attaccati al club e non badano all’incremento annuale. Il problema è che questa miniera d’oro è destinata ad esaurirsi nel medio periodo. Lo zoccolo duro si è formato una generazione fa, quando i prezzi erano popolari e gli attuali tifosi benestanti hanno costruito la loro fede sugli spalti, sostenendo dei prezzi accessibili. Uno dei tifosi alla manifestazione ha dichiarato al Guardian che si è al punto che un padre di famiglia può permettersi un paio di partite a stagione; difficile forgiare la propria fede in 180 minuti.

Against modern footballUno dei bersagli del corteo di Londra era Sky, considerato, così come in Italia, tra gli artefici dell’allontanamento dallo stadio; orari assurdi per turni di campionato da spalmare su quanti più giorni della settimana è possibile. Cosa importa al se a Dicembre si gioca a Newcastle con una temperature di meno 15 gradi, magari di Martedì sera? Il divano è nel salotto, ambiente riscaldato dove non si corre il rischio di prendere il raffreddore. Le pay-tv forniscono le uniche iniezioni di denaro alle società, molto più che i botteghini, e quindi sia società che FA hanno grande incentivo economico a fare il loro gioco più di quello dei tifosi. Questi ultimi però non ci stanno, e scendono in piazza.

Tuttavia, vale la pena chiedersi a chi interessa una messa celebrata in una cattedrale vuota come può essere uno stadio senza tifosi. Probabilmente se lo chiederanno i supporters, quando tra qualche anno saranno tutti a intonare i propri inni e sventolare i vessilli dal divano di casa. Oppure se lo chiederanno gli strateghi di Sky o della FA osservando che sempre meno persone sono disposte a sottoscrivere un abbonamento televisivo per guardare 22 calciatori che si affrontano nel silenzio assordante di un impianto da 50 mila persone vuoto.

 

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