Fulham 1-1 Wigan

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ImageFrequentare gli stadi di Londra vuol dire visitare differenti spaccati della società britannica. La visita pastorale ad Upton Park mi aveva restituito l’immagine di un quartiere, quello di West Ham, proletario, popolato da lavoratori cockney e immigrati medio-orientali. La gita nel sud-est Londinese mi ha spalancato davanti agli occhi un quartiere, quello di Fulham, borghese e benestante. La differente natura dell’area è subito resa chiara dalla strada da percorrere dalla stazione della metropolitana fino allo stadio di Craven Cottage. Si attraversa, infatti, un bellissimo parco per bambini, costeggiando il Tamigi, attraverso un giardino botanico, dove le cucine parrocchiali offrono panini caldi ai tifosi affamati. Il percorso sembra più adatto a coppie di fidanzati in cerca di scenari romantici, o amatori del jogging, che a tifosi spasimanti di tre punti.

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L’immagine prepartita è decisamente differente dalle solite che accompagnano il mondo del calcio; l’ambiente, infatti, ricorda atmosfere parrocchiali più di quelle agonistiche della Premier League: i mattoni in cotto con targhe retrò ricordano ai frequentatori di essere arrivati a Craven Cottage, e un grosso murales bianco su campo nero attesta l’identità del club. Varcati i tornelli salta agli occhi, per la sua ordinariatà, la scena di uno sparuto gruppo di persone sulla mezza età che beve caffè e guarda il derby QPR-Tottenham con coinvolgimento sicuramente non avvolgente.

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ImageL’interno dello stadio è assolutamente suggestivo, la tribuna d’onore è in stile vittoriano, con balconata in legno per tifosi facoltosi che vogliono seguire il match da postazione privilegiata. La tribuna Johnny Haynes offre ai tifosi seggiolini d’epoca dal gusto retrò.

ImageL’interno dell’impianto sportivo offre un’esperienza veramente suggestiva: lo spettatore è lontano dal terreno di gioco solo pochi metri. Come si può notare dalle immagini, i calciatori si sono riscaldati a pochi metri dalla mia macchinetta fotografica. Al momento dell’ingresso in campo, il tunnel degli spogliatoi spunta da dietro la bandierina del calcio d’angolo, e i calciatori vengono accolti dal saluto dai propri tifosi. Image

Gli equilibri della partita si rompevano già dal  primo tempo, quando il neo acquisto della squadra di casa, Karagounis, segnava con un gran tiro da fuori dopo una bella azione personale. Il pubblico, tuttavia, non sembrava soddisfatto. E rumoreggiava. Oggetto del malumore era la mancanza di gioco del Fulham che nonostante il vantaggio, con un centrocampo piuttosto lento, era incapace di costruire gioco e occasioni. Il pubblico sugli spalti non era soddisfatto. Gli ospiti, da par loro, giocavano un onesto primo tempo, difendendo con ordine contenendo le non irresistibili folate dei locali, senza creare alcuna occasione da rete.

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Il secondo tempo si svolgeva sulla stessa falsa riga del primo: ritmi bassi, con le due squadre impegnate a non alzarli. Il Wigan continuava con la sua strategia attendista e ordinata che a venti minuti dalla fine pagava, quando la punta italo-argentina Di Santo pescava un gran tiro dalla distanza che si infilava sotto il sette, e regalava un punto agli ospiti. Dagli spalti i fischi accompagnavano i minuti finali della partita, ed erano ovviamente rivolti alla squadra di casa, incapace di entusiasmare i propri supporters.Image L’ultima immagine di Karagounis che, svogliatamente, cedeva la maglia a un tifoso della prima fila sintetizzava al meglio questo pareggio anemico, in un quartiere benestante in un’area facoltosa del sud di Londra.

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