Leyton Orient – Tranmere Rovers

Copertina

Andare a vedere la partita tra Leyton Orient e Tranmere Rovers permette di addentrarsi nel calcio inglese autentico, quello fatto di scarpini infangati e palloni alzati a campanile; le tracce di questo sport antico sono difficili da trovare in Premier League da dove forse sono scomparse per lasciare posto a telecamere negli spogliatoi e ad impianti sportivi più simili a cattedrali silenziose che a stadi calcistici.

riscaldamento

La componente storica svolge un ruolo di primo piano in questo racconto; i padroni di casa dell’Orient, conosciuti universalmente come O’s, possono vantare la lora fondazione ben 145 anni fa e quella degli avversari è da attribuire al 1868, data che li avvicina al 130simo compleanno. Il palcoscenico di questa sfida tra squadre ultracentenarie conferisce un’atmosfera ancor più d’essai alla sfida, si gioca infatti nella tana dei padroni di casa: Brisbane Road. L’impianto dove è stato giocato il match è stato costruito nel 1937 e, nonostante le modifiche che nel corso degli anni ne hanno modificato alla struttura, varcare i cancelli d’ingresso significa ancora fare i conti con storia e tradizione.

In contrasto con l’elegante ed austero stadio, l’area urbana dove sorge la struttura ha connotazione popolare, in cui vivono minoranze arabe e medio-orientali. Il quartiere è coloratissimo e, tra edicole specializzate in quotidiani d’importazione estera e lavanderie con insegne incomprensibili, è molto facile distinguere il flusso dei tifosi degli O’s. Anziani con bastone e genitori con bambini indossano al collo la sgargiante sciarpa bianco-rossa con i due dragoni ricamati, particolare imprescindibile per il loro pellegrinaggio verso lo stadio. L’atmosfera è assolutamente distesa, i tifosi ospiti raggiungono lo stadio in piccoli gruppi, indossando la sciarpa ed altri vessilli d’ordinanza di colore blu, in linea con linea cromatica della divisa ufficiale.

la solitudine della mascotteI 90 minuti di gioco sono assolutamente godibili; la partita, come spesso avviene oltremanica, è giocata a viso aperto. I padroni di casa non sembrano intimoriti dall’arrivo della capolista, e predicano un calcio offensivo sin dal primo minuto. Le azioni con cui gli O’s arrivano alla porta avversaria sono ben costruite, frutto di un’azione corale che si sviluppa sulle fasce. Il primo tempo è un dominio assoluto; e gli episodi chiave ne testimoniano la superiorità. Al nono minuto, infatti, l’Orient è già in vantaggio: il gol viene realizzato in seguito ad una punizione battuta dalla tre quarti campo. La rete non appaga i padroni di casa che continuano a spingere in cerca del raddoppio. Ci vanno molto vicini procurandosi un calcio di rigore con l’ennesima incursione dalla fascia destra, ma l’occasione dagli 11 metri è sciupata. Il duplice fischio finale sorprende i locali in vantaggio di un solo gol. A dispetto dell’entusiasmante prestazione sul campo, i primi 45 minuti sono vissuti dai supporters locali con partecipazione piuttosto timida; gli ospiti, invece, partono molto forte, scandendo dei cori forti e decisi ma si spengono al gol dello svantaggio.

Contrasto sulla fasciaIl secondo tempo procede sulla falsa riga del primo, con i padroni di casa che si dimostrano più pericolosi e che danno l’impressione di sfiorare il meritato raddoppio in più di un’occasione. Dopo averne sprecate alcune di clamorose, il secondo gol arriva da quella più difficile: ovvero con un tiro al volo ad incrociare da fuori area che sbatte sul palo e entra in porta. Con il doppio vantaggio la partita sembra chiusa, ma così non è. Il Rovers trova in gol che dimezza il distacco, e inizia ad attaccare come mai aveva fatto per tutta la partita. Gli ultimi 20 minuti sono, di conseguenza, molto intensi e combattuti. Le tensione in campo è la stessa di quella spalti, con entrambe le tifoserie che sostengono la propria squadra con entusiasmo per spingerla al pareggio o per incitarla a portare a casa la vittoria. Sul campo, però, non succede più nulla ed il risultato rimane cristallizzato sul 2-1.

Sicuramente in 90 minuti non è mancato lo spettacolo: 3 gol, un altro annullato, un rigore sbagliato, un rimonta inseguita e sfuggita; ma sopratutto un grande calcio. Le dichiarazioni rilasciate dal manager di casa sono tutt’altro che scontate; e appaiono confortanti alle orecchie dei calciofili per esaltare la prestazione più che il risultato ottenuto. L’allenatore della squadra di casa, Russell Slade, si lascia sfuggire il desiderio di non vedere l’ora di giocare la prossima partita. L’entusiasmo nei suoi occhi testimonia la veridicità delle sue affermazioni.

Sfondo stadio

Il paragone con altre realtà è stupido quanto inutile; tuttavia vale la pena sottolineare che queste dichiarazioni sono sono state fatte da chi ha appena battuto la capolista, e può ancora vendere cara la pelle per arrivare ai play off. Questo entusiasmo, più che le qualità tecniche, ne autorizza le speranze.

La sensazione che resta dopo un pomeriggio su un campo tradizionalmente lontano dai riflettori è quella di aver assistito ad un vero spot per il futbol inglese, in grado di dimostrare l’essenza finale di una partita di calcio, capace nella sua autenticità, di regalare emozioni anche senza le tradizionali luci dei riflettori puntate su ‘campioni’ modellati su misura da sponsor e TV ad uso e consumo dello spettatore pagante.

 Questo post è stato pubblicato su Sportpeople.net, testata che mi ha dato la possibilità di accedere a Brisbane Road grazie ad un accredito stampa.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *