Lokomotiv e Fenerbahçe, molto più che per il passaggio del turno

Ben distante dall’oligarchia calcistica che è diventata la Champions negli ultimi anni, l’Europa League si è saputa ritagliare uno spazio nel panorama internazionale grazie alla sua formula che comprende un alto numero di squadre e coinvolge molte selezioni provenienti dall’est europeo. A queste condizioni è molto facile trovare incroci tra squadre che offrono spunti d’interesse che trascendono dai naturali aspetti sportivi. È questo il caso dell’accoppiamento aisedicesimi di finale tra i russi del Lokomotiv Mosca e i turchi del Fenerbahçe, che si affronteranno in un’atmosfera influenzata dall’abbattimento dell’aereo militare russo sulconfine turco-siriano che ha aperto una crisi diplomatica tra i due paesi.

Il Fenerbahçe ha raggiunto la qualificazione ai sedicesimi di Europa League in girone piuttosto complicato che comprendeva, oltre al Molde capolista anche Ajax e Celtic. Le trasferte ad Amsterdam e a Glasgow sono state piuttosto complicate per via delle intemperanze dei tifosi, ma la prima partita a eliminazione diretta appare ben più complessa dal punto di vista della gestione dell’ordine pubblico per altre ragioni, distinte dal credo ultras e dalla rivalità sul campo. La Lokomotiv Mosca ha vinto, invece, il proprio girone, qualificandosi agevolmente ai sedicesimi di finale. Alle sue spalle si è qualificato lo Sporting Lisbona, anch’esso approdato al turno a eliminazione diretta. Beşiktaş e Skënderbeu sono le due squadre eliminate. Dunque il Fenerbahçe non sarà la prima squadra turca che affronterà la Lokomotiv durante il suo cammino europeo, ma sarà la prima dopo l’incidente diplomatico con il governo russo.

Impensabile, assumere che la partita tra queste due squadre possa limitarsi alle azioni dei 22 in campo. D’altronde il mondo del calcio è stato già coinvolto nelle relazioni diplomatiche tra i due paesi subito dopo l’abbattimento del caccia russo da parte delle forze turche. Formalmente il sistema sportivo è stato tirato in ballo da Vitalij Mutko, ministro dello Sport nonché presidente della federcalcio russa. Comprendere la personalità di Mutko è indispensabile per interpretare le mosse sullo scenario politico sportivo internazionale. Mutko è stato coinvolto in praticamente tutte le operazioni che hanno riguardato la Russia calcistica nell’ultimo decennio. È stato presidente dello Zenit di San Pietroburgo prima dell’avvento del colosso energetico Gazprom mentre era ancora a capo della lega, poi ha assunto il ruolo apicale della federazione calcistica; per due volte è stato nominato ministro dello sport consecutivamente dal 2008, a testimonianza della bontà del suo operato da parte del governo centrale. Non a caso ha fatto parlare di sé anche in occasioni dello scandalo doping che ha coinvolto la federazione russa.

La figura di Mutko è diventata rilevante sulla scena calcistica internazionale contestualmente allo scandalo legato alla FIFA e in particolare all’assegnazione alla Russia del Mondiale del 2018. Mutko ha avuto un ruolo cruciale in quella fattispecie poiché era a capo del comitatoche si occupava della gara di assegnazione dell’evento. Di fronte alle accuse che aleggiavano sulla decisione della FIFA, ottenuta ai danni della Football Association britannica, Mutkodichiarò che la presenza della corruzione in qualsiasi paese dipende soltanto dal grado di accuratezza con cui si cerca. Il sottotesto era piuttosto chiaro e apriva a scenari in cui anche la federazione inglese sarebbe potuta essere accusata di corruzione se osservata con la giusta attenzione.

Il Mondiale del 2018 è stato tirato in ballo anche a seguito del sorteggio di Europa League, ancora una volta dopo un’improvvida dichiarazione del ministro dello sport russo. Mutko, infatti, ha invitato al boicottaggio del mondo sportivo turco invitando le squadre russe a non tesserare atleti con passaporto ottomano. Queste dichiarazioni erano da intendersi nel modo più imperativo possibile, nonostante fossero formulate sotto forma di suggerimento. Secondo una logica follemente coerente, la valenza di questi suggerimenti non aveva alcun effetto retroattivo, di modo che Gokdeniz Karadeniz non avrebbe avuto alcun problema da tesserato del Rubin Kazan. Nessuna conseguenza neppure per le due imprese edili turche, a cui era stata assegnata già da tempo la concessione per costruire degli impianti da usarsi durante i mondiale.

Si ha l’impressione che il vaso di Pandora sia appena stato scoperchiato e che molte dichiarazioni debbano essere fatte e che misure precauzionali debbano ancora essere prese. Osservando quanto successo dopo il sorteggio, sembra che Lokomotiv – Fenerbahçe possa diventare il terreno in cui si scontrano due governi nazionali prima che due squadre e che questo incontro possa rappresentare un’inevitabile occasioni per confrontarsi su tematiche che con il passaggio del turno hanno poco a che vedere.

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