Millwall – Blackburn 0-0

IMG_2879Uno dei luoghi comuni più abusati riguardo il calcio, è che sia un ambiente chiuso e conservatore, dove innovare è impresa ardua. Spesso, giudizi e generalizzazioni rimangono immutabili negli anni, anche se le giustificazioni che li hanno generati ormai non esistono più. In quest’ottica andare al The Den a vedere il Millwall giocare è un’impresa per coraggiosi dove tornare a casa incolumi dipende dalla buona sorte di ognuno.pub the den

Nell’immaginario collettivo, ogni partita dei Leoni è una guerra, i loro supporters un esercito organizzato a colpire i tifosi avversari. Questa fama è in parte giustificata dal passato tumultuoso, caratterizzato più da scontri con le firm rivali che dai trofei conquistati dalla squadra. Il quartiere in cui si trova lo stadio ha il nome evocativo di ‘Isle of Dogs, un’area non certo residenziale dove gli sfasciacarrozze e i negozi di pneumatici descrivono un’atmosfera molto particolare.

Nonostante la squadra non abbia mai regalato grandi successi ai propri tifosi, la partecipazione notevole in ogni partita. Il tifo non manca mai, dagli spalti l’incitamento ai leoni è costante per i novanta minuti di gioco. Al The Den i tifosi più calorosi non si trovano alle spalle di una delle due porte, ma sono posizionati in un estremo della tribuna laterale, nello spicchio più vicino agli ospiti. In questa parte delle gradinate nessuno guarda la partita seduto né tanto meno in silenzio; questo atteggiamento conforta al pensiero che esistano stadi chiamati ‘the library’ (chi ha detto Emirates?).

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Giocare una partita a eliminazione diretta a turno unico in casa dà un vantaggio non indifferente al Millwall. Questa affermazione rimane vera anche quando i tifosi ospiti siano presenti in massa, occupando tutto lo spazio a loro concesso. I tifosi del Blackburn Rovers, infattti, fanno la loro parte, cantando e incitando la squadra più o meno incessantemente. Si ha l’impressione che per respirare autentico calcio inglese sia necessario allontanarsi dalle squadre di Premier blasonate e arricchite. L’atmosfera finale è un ambiente assolutamente coinvolgente con le due tifoserie che cercano di superarsi reciprocamente, sforzandosi di sovrastare gli avversari. Per lunghi tratti si gioca in una bolgia.cold blow lane

In campo i padroni di casa sono coinvolti dallo spirito combattivo dei propri tifosi: combattono per ogni pallone e non lesinano alcuno sforzo per cercare di vincere un contrasto. Tutta questa buona volontà è limitata da un livello tecnico mediocre. Si assiste ripetutamente a passaggi clamorosamente sbagliati, a tiri dalla distanza spenti in fallo laterale e dribbling improbabili. Sembra di assistere al dopolavoro ferroviario più che al quarto di finale di Fa Cup.

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« Lo 0-0 è il risultato perfetto, perché espressione dell’equilibrio totale tra l’attacco e la difesa delle squadre in campo. ». Per chi segue il calcio questa è una massima nota In questo caso lo 0-0 è frutto dell’incapacità degli attaccanti di produrre qualcosa di concretamente pericoloso. Gli 8 difensori delle due squadre rimangono concentrati quanto basta e per il resto ci pensano le punte di casa a sprecare un paio di occasioni clamorose, preservando la perfezione del pareggio.

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Il risultato finale rimanda tutto al re-match da giocare 5 giorni dopo a campi invertiti. Io nel frattempo sono ritornato a casa con la convinzione di aver sconfitto ben due luoghi comuni. Sono sopravvisuto al girone dantesco che è Millwall e mi sono pure divertito, nonostante abbia assistito ‘soltanto’ ad uno 0-0 tra due squadre mediocri che per altro giocano pure in serie B.

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