Infanzie calcistiche: USA ’94

Ogni mondiale che si rispetti rimane alla storia per delle sottotrame che lo hanno segnato che spesso non coincidono con la storia della squadra campione. Il mondiale del 1994 è stato caratterizzato dal caldo torrido delle partite giocate in orari assurdi per esigenze televisive Europee, per la squalifica di Maradona che ne ha chiuso carriera, per il cinismo del Brasile campione più antiestetico della storia e per le magie di Roberto Baggio. Io preferisco ricordare quella competizione per le gesta di due icone calcistiche caratterizzate da un temperamento focoso e da un talento raro. Sto parlando del romeno Gherghe Hagi e del bulgaro Hirsto Stoičkov. Entrambi perfetta incarnazione del numero di maglia che indossavano: 10 il primo e 9 il secondo. Avessero giocato nella stessa squadra probabilmente si sarebbero odiati e avrebbero spaccato lo spogliatoio, annullandosi a vicenda. Questo perché il carattere di entrambi è stato decisamente forte in campo quanto nello spogliatoio, tanto da polarizzare l’ambiente che li ha circondati: amati come in patria o oppure odiati come dai tifosi avversari.

Hagi era definito il ‘Maradona dei Carpazi’ dato il piede mancino educatissimo, la posizione in campo e la tendenza ad essere elemento decisivo o assolutamente penalizzante per la propria squadra a seconda della giornata. La sua carriera è stata costellata da colpi di genio, come il gol all’Osusana dal cerchio di centrocampo e da bizze da primadonna, specialmente nei confronti di avversari di cui non digeriva il comportamento. Gica, come era soprannominato, fece allontanare il selezionatore della nazionale, Piturca, di carattere poco incline a sopportarne le sregolatezze.

Nel mondiale del 1994 è stato assolutamente uno dei protagonisti, segnandone uno dei gol più belli – quello contro la Colombia – e compiendo alcune imprese eccezionali. In Argentina non dimenticheranno facilmente la partita persa proprio contro i rumeni per 3-2 che li costrinse fuori da un mondiale che pensavano di vincere. Quella partita è stata sicuramente il manifesto internazionale del talento del 10. Quel giorno, Gica, era in autentica giornata di grazia, tanto da comandare il gioco a piacimento e segnare il decisivo gol del tre a due. La corsa dei rumeni si è fermata ai rigori della partita successiva dove l’errore di Belodedici ha portato la Svezia in semifinale. Hagi ha recentemente vinto il primo di ‘giocatore rumeno del secolo’, oltre a tutti gli altri trofei ottenuti principalmente con le maglie di Real Madrid, Barcelona e Galatasaray.

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Hristo Stoičkov era un centravanti potente e veloce dotato di grande intelligenza e senso della posizione. Queste caratteristiche gli hanno permesso di segnare decine di gol con qualunque maglia indossasse. Il suo temperamento non era meno caldo di quello di Hagi. La punta bulgara, infatti, pagò decine di multe a causa del suo atteggiamento strafottente e la sua renitenza all’obbedire alle regole. Prima delle quattro ‘ligas’ vinte consecutivamente con la maglia del Barça, pare la dirigenza volesse venderlo a causa delle continue liti con arbitri, compagni ed avversari che gli costarono multe ed espulsioni. Per un pestone ad un arbitro si prese una squalifica di due mesi. Questo non gli impedì di diventare idolo della tifoseria azulgrana. In coppia con Bebeto – altro protagonista di USA 94 – e davanti a Mciheal Laudrup quel Barcelona vinse tutto quello che si poteva vincere in Spagna ed anche una Coppa dei Campioni nel 1992.

Del mondiale statunitense Hristo fu addirittura capocannoniere segnando addirittura 7 reti che valsero alla nazionale bulgara la semifinale, dove ebbe la sfortuna di incontrare la classe di un altro campione assoluto della storia del calcio, tale Roberto Baggio. Ad ogni modo, quell’impresa è valsa a Stoičkov il pallone d’oro, unico caso di calciatore bulgaro a vincerlo nella storia. I suoi contemporanei, in Spagna dicevano che esistono solamente due Cristi: uno è in Paradiso, l’altro gioca nel Barcelona.

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Malgrado la loro classe non sono convinto che, se fossero calciatori oggi, Hristo Stoičkov e Gherghe Hagi troverebbero una squadra disposta ad ingaggiarli, personaggi troppo scomodi e troppo poco allineati per il calcio attuale dove disciplina tattica e duttilità hanno sostituito parole come genio e talento.

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3 thoughts on “Infanzie calcistiche: USA ’94

  1. Stoichkov a Barcellona giocava con Romario, non con Bebeto, che stava nel Deportivo La Coruna

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